Dall’allevamento al canile

Che fine hanno fatto i cani liberi che fino al dopoguerra popolavano ancora le strade di campagna e di città? Secondo una distorsione pseudo-progressista che vede il randagismo come un fenomeno da estirpare, nel Novecento in Italia la popolazione autoctona canina è stata eliminata dagli accalappiacani.

A partire dal ’91, tutti i cani superstiti e quelli (anche di razza) che non riescono o non vogliono rientrare nei parametri del pet, dell’animale “di casa”, sono condannati a una vita nei box dei canili. A peggiorare la situazione presente, la nuova legge securitaria proposta da Enci facilita l’allevamento e la vendita di ulteriori cani di razza, mentre ostacola l’adozione dei meticci che, se non passassero un improbabile test di buona condotta, secondo la nuova legge andrebbero addirittura sequestrati e messi in canile.

Ne parliamo il prossimo venerdì 19 giugno alle 20.30, a @prosperosbookslibreria (zona Dergano) con il gruppo di lettura Bucefalo (liberelereni) e con Valeria Bernardi, che ci porterà una performance ispirata al suo ultimo libro fotografico, Morire di canile (distribuito da @sottobosco_libri). In collegamento dalla Romania ci sarà anche il gruppo di ricerca e sperimentazione artistica Just Wondering @justwondering.io, di cui proietteremo il premiato video-saggio Straying Home.

Ringraziamo sempre 100idee, @comunedimilano_giovani e @quindi_chefare, e naturalmente invitiamo le docenti e le studentesse che abbiamo incontrato quest’anno a partecipare a questa ultima iniziativa, per parlare della situazione dei cani nella nostra società. Come migliorarla? Discutiamone insieme!

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