Italian Pet Summit 2026 – Lettera aperta a Enpa

Lettera aperta al Consiglio direttivo nazionale di Enpa e a tutti i soci, volontari e simpatizzanti delle sedi locali

Il 15 settembre si terrà a Milano l’Italian Pet Summit 2026, evento promosso da Il Sole 24 Ore, in collaborazione con Purina, azienda di proprietà della multinazionale Nestlè.
L’incontro, che vede la partecipazione di relatori impegnati nel fiorente settore della pet economy, è uno dei principali appuntamenti mirati ad allargare il mercato e il relativo guadagno, intorno ai milioni di animali che vivono nelle case degli italiani. 
L’Ente nazionale protezione animali (ENPA) partecipa anche a questa edizione, offrendo addirittura il suo patrocinio.
Non dubitiamo che ENPA intenda portare il tema dei diritti degli animali anche in questa sede. Ciò che lamentiamo è che questo avvenga senza porsi in netta critica nei confronti dell’industria del pet: un vero e proprio mercato di animali e servizi correlati che produce e smercia oltre 65 milioni di individui appartenenti a numerose specie, rinchiusi e spesso dimenticati nella case degli italiani.

Può un ente nato per la protezione degli animali patrocinare un appuntamento dedicato alla crescita economica di un settore che trasforma gli animali stessi in prodotti e occasioni di profitto?

Crediamo che il mondo della protezione animale debba avere il coraggio di interrogarsi apertamente su questa contraddizione rendendo il proprio sostegno più coerente ed efficace – insieme al resto del mondo animalista e antispecista – alle esistenze dei tanti animali che patiscono sofferenze nei box, nei kennel, nelle teche, negli acquari, nei terrari, nelle scatole di plastica e nelle gabbie di ogni marca, colore e tipo, proprio quei luoghi nei quali l’industria del pet ci racconta che gli animali vivrebbero sani, felici e “beatamente” al sicuro.
Riteniamo inoltre inaccettabile che lo spazio dell’evento venga condiviso con Michela Vittoria Brambilla, attualmente indagata per una frode milionaria. Le inchieste di Report hanno portato all’attenzione pubblica la natura controversa dei rapporti della nota esponente politica con ENCI, Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, promotore, tra l’altro, del DDL 1572, disegno di legge che ricordiamo essere fondato sui principi della superiorità di razza e dell’addestramento coercitivo e che contestiamo apertamente.

Per tali ragioni, chiediamo al Direttivo Nazionale di ENPA di ritirare il patrocinio e la partecipazione all’Italian Pet Summit 2026, di non aderire alle sue prossime edizioni né ad eventi simili e di esprimere pubblicamente esplicito disappunto in merito alla produzione e al commercio degli animali, a partire dai cani di razza, ma senza limitarsi ad essi.

Attendiamo le vostre considerazioni, confidando nella condivisione dei valori cui facciamo appello.

Campagna Nora – contro la produzione animale